Sistemi MES

In uno scenario in cui produrre semilavorati partendo da rottame dovrà diventare sempre più competitivo e sostenibile dal punto di vista ambientale possono le tecnologie informatiche applicate ai dati di produzione, logistica e processo (generalmente identificate dalla sigla M.E.S. - Manufacturing Execution Systems) svolgere un ruolo strategico per il settore metal nel recupero di margini di efficienza e quindi di competitività? 
Le tecnologie MES sono tecnologie ICT (Information and Communication Technologies) in grado di raccogliere, standardizzare, organizzare, condividere e integrare le informazioni provenienti dal campo che normalmente restano isolate perché molto spesso cartacee, poco precise e/o conservate in sistemi di supervisione e automazione isolati fra loro. L'obiettivo di una soluzione MES è quello di colmare il gap che attualmente esiste fra i sistemi gestionali e i reparti produttivi permettendo di ottimizzare i processi e i flussi logistici mettendo a disposizione informazioni in tempo reale, chiare, esatte e raccolte in automatico. La disponibilità di dati certi consente di scoprire i costi occulti in produzione, valorizzare correttamente i magazzini, mantenere in controllo i processi minimizzando gli scarti e trasmettere all'ERP aziendale informazioni precise per calcolare esattamente i costi e pianificare adeguatamente la produzione e le spedizioni minimizzando le inefficienze.


Tuttavia, la risposta alla domanda iniziale non può essere solo di natura puramente tecnologica, ma dipende da cinque fattori interdipendenti: Metodologia, Tecnologia, Organizzazione, Informazioni e Formazione. Come si intuisce i sistemi MES e il Partner con cui implementarli possono influire solo su tre delle variabili (Metodologia, Tecnologia e Informazioni), mentre le altre due variabili (Organizzazione e Formazione) sono strettamente dipendenti dall'azienda.

Infatti se i sistemi MES o più in generale i sistemi ICT sono percepiti all'interno dell'azienda solo come infrastruttura tecnologica hardware e software, non sono in grado di esprimere una valenza strategica nel miglioramento continuo dei processi e dei prodotti. La sola tecnologia, applicata senza una collaudata metodologia di applicazione e una chiara visione organizzativa dei flussi di campo, dei processi e degli obiettivi, risolve un'esigenza immediata o un'automazione di processo localizzata ma non consente di disporre in forma integrata e condivisa di tutte le informazioni e di essere percepita come uno strumento strategico a supporto di tutte le funzioni aziendali.

L'organizzazione aziendale deve credere, con un cambio culturale, che le scelte strategiche, di processo ed anche quelle operative quotidiane devono essere supportate da informazioni integrate, raccolte in automatico, esatte e in tempo reale per i vari processi (produttivi, logistici, di manutenzione, di controllo ambientale, di pianificazione). Questo non significa non considerare l'esperienza delle persone, che resta e resterà sempre fondamentale, ma significa dotare le persone di uno strumento avanzato che dà una molteplicità di informazioni correlate ed integrate consentendo di intervenire prontamente sui flussi, di modellare il processo e di misurare in forma oggettiva ed automatica le dinamiche di scostamento dagli obiettivi prefissati nei vari processi.

Molto spesso la realtà di fatto è caratterizzata da sistemi ERP evoluti, singoli software di impianto di ultima generazione, dipartimentali sviluppati per specifiche esigenze (per esempio la gestione dei certificati di colata, la reportistica di acciaieria, la gestione delle prove di laboratorio,…) ma con una scarsa (se non nulla) integrazione fra tutti questi sistemi che sono stati progettati per scopi specifici senza un progetto accurato che preveda la stesura di obiettivi chiari e condivisi, l'analisi di tutti i flussi e delle interfacce, gli impatti organizzativi sulle varie funzioni aziendali, l'allocazione di risorse umane in grado di seguire il progetto, la pianificazione di attività di formazione e coinvolgimento delle persone nell'attività tecnologica di informatizzazione.


Le informazioni sui consuntivi di produzione, sui dati di processo per colata, sui consumi di energia e di materia prima (rottami, ferroleghe, materiali ausiliari) restano localizzate su sistemi di supervisione asserviti ai singoli impianti e/o sono trascritte manualmente su moduli cartacei. In entrambi i casi l'informazione risulta disponibile molto in ritardo, può essere affetta da errori e imprecisioni dovuti a trascrizioni manuali e richiede un notevole sforzo di integrazione per renderla disponibile ai sistemi ERP e/o alle funzioni aziendali.

Si assiste pertanto al paradosso di sofisticati sistemi gestionali che calcolano costi e fabbisogni di ogni colata secondo consumi e costi standard invece che in base ai dati effettivi raccolti dal campo perché molto spesso questi sono disponibili in ritardo o non possiedono l'affidabilità necessaria. Molto spesso si nota anche una proliferazione di fogli Excel per gestire elaborazioni locali da parte delle varie funzioni aziendali utilizzando dati che provengono da report cartacei compilati dall'operatore, da stampe fatte da supervisori di impianto con una scarsa integrazione e condivisione del dato.

Questa impostazione fa sì che l'ICT sia percepita solo come un fattore tecnologico in alcuni casi necessario per la soluzione di esigenze locali ma raramente come fattore strategico in grado di evidenziare ai vari responsabili i costi occulti dei loro processi e di misurare le azioni correttive messe in atto nella logica del miglioramento continuo.

E' quindi importante che le aziende si avvicinino ad un nuovo modello di valutazione della qualità del software che consideri fra le variabili non solo l'aspetto tecnologico, ma anche i fattori organizzativi, di integrazione e di effettivo allineamento fra ICT e business aziendale che la soluzione introdotta consente di ottenere.

Il primo aspetto da affrontare nell'inserimento di un sistema MES è un aspettoMETODOLOGICO. Molto spesso si è tentati di affrontare il problema da un punto di vista esclusivamente tecnologico e/o economico senza un'accurata fase di analisi degli obiettivi, dei flussi, del contesto attuale, delle procedure aziendali e dell'interazione con i vari operatori. Questa eccessiva semplificazione delle problematiche implica che la soluzione sia considerata solo come un fattore puramente applicativo senza tener conto invece di tutti gli aspetti organizzativi, di formazione e di cambiamento della cultura aziendale e del modo di lavorare che l'inserimento di soluzioni MES avanzate richiede. Trascurare questi aspetti molto spesso porta al fallimento del progetto e ad una forma di “diffidenza” degli operatori del settore verso le tecnologie informatiche.

E' quindi di fondamentale importanza la fase di analisi e progettazione preliminare alla realizzazione del sistema, fase che consente di esaminare con tutte le funzioni aziendali coinvolte e i flussi.

Altrettanto fondamentale è la scelta di un partner competente ed affidabile che abbia dimostrato di avere specifiche conoscenze del settore, in grado di mettere a disposizione la sua esperienza organizzativa, tecnologica e soprattutto metodologica nella conduzione del progetto.

STAIN, grazie alla lunga esperienza nel settore e alla collaudata metodologia di approccio e gestione dei progetti, permette alle aziende di ottenere un notevole recupero di efficienza nei processi produttivi e logistici, attraverso una consulenza personalizzata, un'accurata fase di progettazione ed un percorso comune partner-azienda nella conseguente riorganizzazione.

La tecnologia ICT se progettata e implementata come supporto al cambiamento organizzativo e culturale del modo di operare delle aziende diventa un potente motore di generazione del business in quanto scopre costi occulti difficilmente individuabili senza le informazioni in tempo reale ed integrate e diventa uno strumento per il miglioramento continuo dei processi e del nostro modo di lavorare. Premessa fondamentale è però che la direzione e l'organizzazione creda che disporre di informazioni di campo e gestionali integrate, condivise, esatte e funzionali al modello organizzativo dell'azienda, sia un vero vantaggio competitivo ed un obiettivo strategico da perseguire con le necessarie risorse umane, tecnologiche e progettuali per consentire all'ICT di essere un vero strumento strategico per la competitività.